Lo status di esportatore autorizzato permette di superare l'abrogazione del regime di previdimazione dei certificati di origine EUR 1, EUR MED, ATR: in considerazione dello stato di emergenza causato dalla pandemia COVID-19, con la nota 88470/2020, l'Agenzia delle Dogane aveva prorogato più volte il termine ultimo per il superamento della prassi, fino alla data ufficiale del 31 marzo 2022.
Nell’articolo di oggi approfondiremo questa importante novità, focalizzandoci sulle opportunità per le aziende di semplificare i processi legati all’export.
Lo status di esportatore autorizzato è una condizione prevista dalla normativa doganale comunitaria che permette di ottenere importanti agevolazioni nell’export verso Paesi terzi con i quali si sono siglati accordi di scambio.
Nelle prossime righe, ne analizzeremo caratteristiche e benefici con uno spazio alle disposizioni in vigore dal 2022, che cambiano lo scenario della Trade Compliance. Puoi passare all’argomento che ti interessa cliccando il paragrafo dedicato.
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La previdimazione era una prassi introdotta per agevolare gli operatori che non disponevano dello status di esportatore autorizzato. Permetteva loro di evitare di recarsi fisicamente in dogana per ogni spedizione, semplificando la procedura di emissione dei certificati di circolazione (EUR.1, EUR MED, ATR).
Come riportato nella nota 91956/RU dell'ADM, questa modalità:
“Tendeva a superare il disagio della distanza intercorrente tra la sede degli operatori e quella degli uffici doganali, in quanto ostacolo alla correntezza e alla celerità dei trasporti tale da determinare possibili distorsioni del traffico e negative ripercussioni di carattere economico ed occupazionale”.
Tuttavia, a seguito delle semplificazioni normative introdotte negli anni, l’Agenzia delle Dogane ha deciso di abrogare la pratica della previdimazione, ritenendola non più necessaria.
Dal 1° aprile 2022, gli operatori che ne facevano ancora uso devono scegliere tra due opzioni:
Molti spedizionieri internazionali sottolineano come la richiesta di certificazione per ogni spedizione comporti:
Per aiutare le aziende a comprendere la portata del cambiamento, Metisoft ha organizzato un webinar nel 2021 con un esperto in materia doganale. Pur essendo stato realizzato durante l’emergenza sanitaria, i contenuti restano validi anche dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni.
L’approfondimento chiarisce non solo la fine della previdimazione, ma anche le opportunità offerte dal nuovo scenario normativo in tema di export.
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Nel contesto delle operazioni di commercio internazionale, un esportatore è l’operatore economico che effettua cessioni di beni verso Paesi terzi, ovvero al di fuori dell’Unione Europea. In pratica, è colui che movimenta le merci dall’Italia verso uno Stato extra-UE, assumendosi la responsabilità delle dichiarazioni doganali relative all’origine e alla destinazione dei prodotti.
Lo status di esportatore autorizzato rappresenta un riconoscimento ufficiale rilasciato dall’Agenzia delle Dogane. In base alla normativa doganale comunitaria, può essere attribuito a:
“qualsiasi esportatore stabilito nel territorio doganale dell'Unione che effettui frequenti spedizioni di prodotti originari dell'Unione e che offra alle autorità doganali soddisfacenti garanzie per l'accertamento del carattere originario dei prodotti”.
Chi ottiene l’autorizzazione può rilasciare autonomamente, direttamente in fattura o in un altro documento commerciale, una dichiarazione di origine preferenziale dei prodotti. Questo documento:
L’istituzione di questa figura è prevista dal Codice doganale dell’Unione Europea e rientra nella strategia di facilitazione degli scambi commerciali nell’ambito della Trade Compliance.
Ottenere questo status significa:
assicurare che la movimentazione delle proprie merci avvenga con la massima celerità, con evidenti benefici in termini di competitività
avere la possibilità di esportare i prodotti a dazio ridotto
“Lo status semplifica le modalità di esportazione e consente di poter certificare direttamente l'origine mediante una auto-dichiarazione sulla fattura o altro documento commerciale che identifica i prodotti esportati, in quanto la stessa dichiarazione di origine ha identico valore giuridico dei sopra descritti certificati di circolazione, con l'ulteriore vantaggio di essere sottoposti a controllo soltanto al momento del rilascio del provvedimento di autorizzazione”.
Per comprendere il valore dello status di esportatore autorizzato, può essere utile confrontarlo con la modalità precedente, ovvero la previdimazione dei certificati doganali, ormai abrogata. La tabella seguente evidenzia in modo chiaro le principali differenze tra i due approcci:
| Aspetto | Previdimazione | Esportatore Autorizzato |
|---|---|---|
| Richiesta in dogana | Necessaria per ogni spedizione | Non necessaria (dichiarazione in fattura) |
| Modalità di attestazione | Certificati EUR.1, EUR MED, ATR | Dichiarazione diretta in fattura |
| Costi e tempi | Più elevati e lunghi | Più rapidi ed economici |
| Controlli | Sui singoli certificati | Solo in fase di autorizzazione |
| Validità in mercati extra UE | Limitata (alcuni Paesi non accettano EUR.1) | Ampia (valida anche per Canada, Corea, ecc.) |
I compiti dell’operatore sono diversi e devono essere condotti con la massima attenzione, per garantire la continuità delle attività e il regolare scambio di flussi.
Tra i più importanti, troviamo:
il rilascio di dichiarazioni su fattura solo per la merce di cui si possiedono elementi contabili
l’uso appropriato della dichiarazione di esportazione
l’allineamento rispetto a regolamenti e normative in materia di import/export
l’impegno a conservare e presentare qualunque documento giustificativo nell’ambito di audit doganali
Rispetto a quest’ultimo punto, è importante sapere che i controlli doganali possono riguardare qualunque documento emesso fino a tre anni prima; le autorità competenti hanno l’obbligo di verificare gli elementi delle dichiarazioni e, in caso di non conformità, procedere con la notifica delle sanzioni previste.
Gestire la documentazione doganale attraverso un software di Trade Compliance permette di recuperare lo storico in modo rapido e immediato, fornendo alle autorità un riscontro celere. Di questa opportunità parleremo nel corso dell’articolo, ma se vuoi subito saperne di più, clicca qui.
In base alla normativa, per ottenere lo status di esportatore autorizzato è necessario soddisfare una serie di requisiti, suddivisibili in soggettivi e oggettivi.
Il requisito soggettivo riguarda la natura dell’operatore: può richiedere lo status chi è esportatore, produttore o commerciante di merci originarie, a condizione che sia stabilito all’interno dell’Unione Europea.
Tra i requisiti oggettivi rientrano:
È inoltre indispensabile che i sistemi contabili aziendali siano strutturati in modo da distinguere chiaramente le merci con status di origine preferenziale da quelle che ne sono prive.
Un chiarimento importante riguarda il concetto di “regolarità”: non si richiede un numero minimo di esportazioni in un dato periodo, ma la dimostrazione di una certa continuità operativa, ad esempio tramite la presenza di ordini o accordi commerciali in essere.
Per ottenere lo status di esportatore autorizzato, è necessario presentare una domanda all’Agenzia delle Dogane.
Nella richiesta vanno indicati:
Il modulo per l’istanza è scaricabile a questo link.
Dopo la presentazione della domanda, l’autorità doganale territorialmente competente effettuerà un audit per verificare l’idoneità dell’operatore. Se l’esito è positivo, verrà rilasciato un codice alfanumerico identificativo, che dovrà essere riportato in fattura insieme alla dichiarazione di origine preferenziale.
Questo codice è strutturato come segue:
Ottenere lo status di esportatore autorizzato comporta una serie di vantaggi operativi e strategici per le aziende che operano nei mercati internazionali.
Oltre alla possibilità di:
lo status consente anche di accedere a mercati con requisiti documentali più rigorosi.
In base ad alcuni accordi di libero scambio, Paesi come Corea del Sud e Canada non accettano il modulo EUR.1 come prova dell’origine preferenziale. In questi casi è necessaria una dichiarazione di origine in fattura, che può essere emessa solo da un esportatore autorizzato. Questo rende lo status essenziale per non precludersi importanti sbocchi commerciali.
Un ulteriore vantaggio riguarda l’affidabilità e la coerenza documentale. Grazie all’autodichiarazione:
In sintesi, lo status permette di:
Come abbiamo accennato all'inizio, l'emergenza legata alla pandemia Covid-19 ha rallentato tutto il comparto dei trasporti, con pesanti ripercussioni sia sull'export sia sull'import ma anche l'entrata in vigore di una procedura prevista fin dall'inizio di quest'anno.
Ora è il momento di ripartire.
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Come abbiamo visto, la figura dell’esportatore cosiddetto autorizzato svolge un ruolo chiave nell’espletamento delle procedure: di fatto, conducendo le attività in modo preciso e meticoloso, assicura il perfetto adempimento alle normative in materia di import/export tra Paesi accordisti. Tuttavia, premura e attenzione possono non essere sufficienti quando si ha a che fare con un’importante mole di documenti e pratiche burocratiche.
Le soluzioni automatizzate più innovative per la gestione della Trade Compliance offrono visibilità a 360 gradi sulle procedure, garantendo anche il superamento dei controlli doganali; infatti, grazie alla possibilità di risalire allo storico, qualunque richiesta da parte delle autorità competenti può essere accolta in tempi rapidi.
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adeguarsi all’aggiornamento normativo
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