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All posts by Redazione Metisoft

Come proteggere la rete informatica aziendale grazie ad un firewall perimetrale

Tutte le aziende sanno che è necessario proteggere la propria rete dagli attacchi esterni. Ma quali sono i principali obiettivi che si pone un firewall perimetrale e come scegliere il sistema di difesa perimetrale più efficace?

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Come risolvere le problematiche dell'ufficio tecnico grazie a un sistema PLM

Quando si parla dello sviluppo di un nuovo prodotto, i team di ingegneri, designer e progettisti hanno un chiaro obiettivo in mente: dar vita a prodotti di buona qualità, in tempi se non rapidi per lo meno ragionevoli, senza particolari complessità oppure ostacoli.
A prima vista potrebbe sembrare lapalissiano, ma tradotto in altri termini questo significa che i tecnici degli uffici di design e progettazione non vogliono, o forse sarebbe più corretto dire non devono, perdere tempo nella gestione e nell’amministrazione di un processo poco efficiente, pieno di passaggi manuali, disconnessi se non addirittura errati, che potrebbero e dovrebbero essere automatizzati.
Dei benefici del PLM abbiamo avuto già modo di scrivere in questi articoli: Digital Continuity: come integrare un sistema PLM con ERP e MES.

Ora vogliamo focalizzarci sui vantaggi che l’adozione di un sistema PLM comporta in particolare per i team tecnici, composti dunque da ingegneri, progettisti, designer e sviluppatori.

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Come sfruttare gli accordi preferenziali grazie al modulo Trade Preference di SAP Global Trade Services

Quando si parla di Global Trade Compliance si fa riferimento alla gestione delle transazioni commerciali tra paesi diversi, nel rispetto delle normative di ciascuna delle parti, al fine di garantire sicurezza e pratiche etiche e tenendo in considerazione i trattati e i regolamenti vigenti in ciascun paese, anche in relazione al tipo di merce trattata e del paese di origine.
Strutturarsi per gestire la Trade Compliance è imperativo per le aziende che vogliono internazionalizzare le proprie attività, al fine di ridurre i rischi di multe, sanzioni, ritardi nelle spedizioni che ne potrebbero compromettere redditività e reputazione.
Non solo: un approccio strutturato alla Trade Compliance consente di ridurre i rischi di non conformità, di semplificare e automatizzare i processi, monitorare i flussi, ridurre i costi di gestione.
In uno scenario caratterizzato da una forte instabilità, qual è quello dell’era pandemica, sono molti i punti di attenzione per le imprese che operano sui mercati internazionali.
Serve, in primo luogo, disporre di supply chain agili e reattive, in grado di riadattarsi e modificarsi al cambiare delle condizioni di mercato; serve trasparenza, ovvero una visibilità end-to-end su tutti gli attori della filiera; serve capacità di gestire i rischi, inclusi quelli legati ai propri partner commerciali.

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Come ottimizzare la gestione dei clienti con la service automation

Se lo scorso anno per molte imprese è stato l’anno dell’accelerazione di una digital transformation per troppo tempo rimandata, il 2021 può e deve essere l’anno nel quale la tecnologia può essere lo stimolo per reimmaginare regole e modelli di business e per trovare nuovi percorsi di innovazione.
Senza dubbio, in cima alla lista delle tecnologie che guidano questo cambiamento troviamo intelligenza artificiale (AI) e automazione, che consentono alle aziende da un lato di migliorare la loro produttività, dall’altro di migliorare le esperienze sia dei propri dipendenti e collaboratori, sia dei propri clienti, lungo tutto il ciclo di vita della loro relazione.
L’obiettivo è spingere il servizio al cliente a livelli di efficienza mai toccati prima.
Secondo quanto emerge dal rapporto The State of Connected Customer pubblicato da Salesforce proprio a valle dell’emergenza pandemica, i veri innovatori non adottano la tecnologia per servire meglio i propri clienti e supportare i propri dipendenti nel breve termine, ma assumono una visione a lungo termine adottando l'AI e l'automazione come strategia di core business, al fine di rendere la propria azienda innovativa, unificata, agile e incentrata sul miglioramento dell'esperienza dei dipendenti e dei clienti.

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Le 10 mosse per costruire un Omnichannel Customer Journey

Da tempo ormai i canali e i punti di contatto attraverso i quali un’azienda può relazionarsi con i propri clienti e viceversa non solo sono aumentati, ma sono interconnessi l’uno con l’altro.
Questo significa che il customer journey, vale a dire quel percorso che porta un cliente dal manifestare un bisogno o un interesse fino a concretizzarlo in un acquisto, diventa a sua volta sempre più articolato, complesso e diversificato: basti pensare che ciascun cliente utilizza in media dieci canali diversi per entrare in contatto e comunicare con le aziende di proprio interesse.
Il risultato di questa accresciuta complessità è che diventa sempre più difficile per le aziende garantire un’esperienza utente continua e soddisfacente attraverso tutti i touchpoint utilizzati dai propri clienti. E questa non è una problematica da sottovalutare visto che, secondo una ricerca condotta qualche tempo fa da Salesforce, secondo l’80% dei clienti l’experience vissuta nella relazione con una azienda è importante quanto i suoi prodotti.
Se dunque anche le aspettative dei clienti cambiano, è indispensabile che le imprese siano in grado di costruire un Omnichannel Customer Journey fluido, coerente e soddisfacente attraverso tutti i punti di contatto.
Secondo l’Osservatorio Omnichannel Customer Experience del Politecnico di Milano, questo significa mettere in atto una “gestione sinergica dei vari punti di contatto e canali di interazione tra azienda e consumatore […]. I punti di contatto sono gli asset a disposizione dell’azienda per costruire una relazione lungo il processo di acquisto”.

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Comunica con successo con i tuoi clienti grazie a Salesforce Marketing Cloud

Tutte le organizzazioni, indipendentemente dalle loro dimensioni, hanno la necessità rendere efficaci le azioni messe in campo per coinvolgere i loro clienti e prospect, velocizzando i tempi di conversione delle campagne di digital marketing.
In questo contesto, tutto ciò che viene oggi identificato con Martech sta assumendo un ruolo sempre più significativo.
Con Martech intendiamo l’insieme di strumenti e software che consentono di gestire e analizzare i dati, come CRM e data Analytics, di realizzare contenuti, come i CMS, di automatizzare tutte le attività di ingaggio sui clienti, come la Marketing Automation.
Il Martech è dunque un insieme di tecnologie in grado di semplificare, automatizzare e misurare le attività di marketing e aiutare i team di marketing a dimensionare e ridimensionare i loro sforzi, aumentare il ROI, risparmiare tempo, migliorare sia la generazione di lead sia la fidelizzazione dei clienti esistenti. In un momento nel quale la personalizzazione della customer experience è sempre più rilevante, il Martech rappresenta non solo una tecnologia ma una vera e strategia di lungo termine a supporto dei CMO. 

È in questo scenario che si collocano strumenti come Salesforce Marketing Cloud

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Digital Continuity: come integrare un sistema PLM con ERP e MES

Oggi che il paradigma dell’Industria 4.0 compie 10 anni – fu coniato nel corso della Fiera di Hannover del 2011 – è ormai chiaro che la chiave per il successo di qualsiasi iniziativa di trasformazione digitale è rappresentata dalla capacità di collaborare messa in atto tra i diversi reparti. L’industria 4.0 funziona proprio condividendo conoscenze, esperienze e informazioni al fine di migliorare i flussi e i processi e ottimizzando dunque tempi e costi.
Per un’impresa del manifatturiero, la competitività nasce dunque anche dalla capacità di far dialogare i sistemi cardine sui quali si regge la sua organizzazione e, nello specifico:

  • Il PLM, che gestisce le informazioni sulla progettazione di prodotti e processi
  • Il MES, che monitora e controlla l'esecuzione del processo di produzione, 
  • L’ERP, che governa le risorse aziendali. 

Una stretta integrazione tra questi tre sistemi, che rappresentano la struttura portante di un’impresa di produzione, consente di ottimizzare le attività di progettazione, produzione, pianificazione strategica e gestione con benefici interessanti e misurabili nel tempo.
Ma per capirne i motivi è bene partire dal concetto alla base del processo di integrazione: la digital continuity.

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Come ridurre i costi di sviluppo prodotto ottimizzando il lavoro dell’ufficio tecnico

Negli ultimi dieci anni uno degli obiettivi più sfidanti per le imprese del mondo manifatturiero è stato — ed è tuttora — quello di ridurre i costi di sviluppo dei loro prodotti.

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Come usare un CRM Salesforce per ripartire dopo il Coronavirus

L’emergenza causata dall’epidemia da coronavirus ha avuto un impatto importante sulle attività di tutte le imprese, indipendentemente dal settore in cui operano o dalla loro dimensione.
Per tutte, sia quelle che hanno subito lockdown e rallentamenti, sia quelle che hanno dovuto riconvertire le loro produzioni, o ancora quelle che hanno dovuto accelerare e incrementare la produzione di beni divenuti indispensabili, la pandemia ha avuto come effetto la necessità di ripensare la propria operatività quotidiana e rivedere il proprio modello di go to market alla luce di nuove esigenze.
Ed è in questo scenario che la digitalizzazione ha assunto un ruolo primario e che strumenti aziendali, come il CRM Salesforce, hanno consentito di ristabilire gli equilibri anche in quello che viene oggi definito il new normal, aiutando a gestire i dati, a fornire un servizio clienti impeccabile e supportando nuove modalità operative.
Vediamo dunque qual è la nuova centralità che uno strumento come il CRM Salesforce assume nella vita di un’impresa anche e soprattutto nella fase post-pandemica. 

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Certificato EUR 1 nel 2021: gli aggiornamenti sui certificati di circolazione delle merci

Sono in arrivo importanti novità sul fronte dell’export dall’Unione Europea: un’ulteriore proroga ha spostato al prossimo 30 aprile la scadenza dei termini di validità della procedura di previdimazione dei certificati certificati EUR.1, EUR-MED e A.TR.. Una scelta che favorisce i trasportatori, ma l’Unione invita a chiedere lo status di esportatore autorizzato. Di fatto, dopo le proroghe già concesse in precedenza, l’Agenzia delle Dogane ha deciso di ritardare ulteriormente fino al prossimo 30 aprile il termine della previdimazione dei certificati di circolazione che attestano l’origine preferenziale delle merci.

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