trade compliance

Come verificare la conformità ai requisiti RoHS e REACH

Le attività commerciali di tipo chimico-farmaceutico che producono o importano una tonnellata o più all'anno di determinate sostanze chimiche hanno l'obbligo di registrarle nella banca dati REACH. Allo stesso modo, tutte le imprese che commerciano apparecchiature, cavi o pezzi di ricambio elettronici devono sottostare alla Direttiva internazionale RoHS.

Ma cosa significano esattamente le sigle RoHS e REACH? E come rispettare i loro requisiti per assicurarsi la trade compliance?

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3 modi per rimanere sempre aggiornato su embarghi e restrizioni

Embarghi e restrizioni: due strumenti commerciali politici, messi in atto principalmente dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea, il cui obiettivo principale è attuare le decisioni del Consiglio di Sicurezza per mantenere o ripristinare la pace e la sicurezza internazionali.

Queste misure possono anche essere imposte per sostenere il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto. Chi opera nel commercio internazionale, quindi, deve essere sempre aggiornato su embarghi e restrizioni. Ma quali sono i modi per rimanere al corrente sulle novità che si susseguono quasi ogni giorno?

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6 vantaggi della digitalizzazione dei processi nell'export management

L'export management è un’attività strategica per qualsiasi azienda. Le esportazioni sono un pilastro dell’economia italiana e una porzione importante del giro d’affari di molte imprese che producono e vendono beni. L’export management è però anche un ambito complesso, regolato da normative e variabili tecniche, in cui nulla può essere lasciato al caso.

Per un’azienda, la corretta e precisa gestione dell'export significa tranquillità, libertà dal rischio di incorrere in sanzioni e interruzioni del business ed anche poter ottenere benefici di reputazione e competitività.

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Come ridurre i tempi interni di gestione del Made In e Origine Preferenziale

Il Made In è molto più di un semplice bollino, più di una dicitura in etichetta: è una dimostrazione di trasparenza, di conformità alle normative sul commercio e a volte, come nel caso del Made in Italy nel mondo fashion, può rappresentare anche una ragione di vanto e una marcia in più rispetto alla concorrenza.

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3 suggerimenti per godere di esenzione o riduzione dei dazi doganali

Anche al forum Ambrosetti di Cernobbio del 6-7-8 settembre, un appuntamento ormai tradizionale e internazionale in cui Capi di Stato e di Governo, massimi rappresentanti delle istituzioni internazionali, Ministri, premi Nobel, imprenditori, manager ed esperti di tutto il mondo si riuniscono ogni anno, è emersa la “questione dazi doganali”.

Niall Ferguson, storico della Stanford University, ha sottolineato come sia in atto una seconda guerra fredda fra Stati Uniti e Cina, in cui il nodo dei dazi doganali tra Washington e Pechino si rivelerà cruciale non solo per le due potenze coinvolte, ma per la stabilità dell'economia mondiale.

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Cos’è il codice TARIC, come si calcola e come farne buon uso

Il termine “Unione Europea” da molti anni significa anche unione doganale: la fusione dei territori dei diversi Stati in un unico territorio commerciale. Questo significa, ai fini degli scambi, che è come se fra gli Stati dell'UE non esistessero frontiere. Ma non solo: l'unione doganale implica anche che gli Stati che ne fanno parte formino un'unica frontiera verso l'esterno e applichino quindi gli stessi dazi quando commerciano con Stati terzi.

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Come verificare se stai esportando un prodotto dual use (e come dichiararlo)

A seguito degli attacchi dell'11 settembre 2001 e delle minacce terroristiche imputabili alle operazioni militari in Iraq e in Afghanistan, l'entrata in vigore del regolamento del Consiglio dell'Unione Europea n. 1334 del 22 giugno 2000 ha introdotto un rafforzamento dei controlli sui prodotti “dual use” - o a duplice uso. Tali prodotti sono indicati nel regolamento CE n. 428/2009 del Consiglio, entrato in vigore il 27 agosto 2009 e da allora modificato più volte.

Ma che cos'è un prodotto “dual use” e come lo si deve dichiarare?

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Come facilitare l’ottenimento dello status di Operatore Economico Autorizzato

Un Operatore Economico Autorizzato, o AEO (Authorized Economic Operator), può essere definito come un operatore economico considerato affidabile per quanto riguarda le operazioni doganali svolte, è può pertanto godere di determinati benefici nell'espletamento delle formalità doganali, sia presso la dogana di partenza che di destinazione.

L'UE ha stabilito il concetto di AEO sulla base di norme riconosciute a livello internazionale, introdotte nel 2005/2006 e implementate nel 2008 tramite l'emendamento sulla sicurezza al “Codice doganale comunitario (CDC)” e alle relative disposizioni di attuazione.

Ma quali sono le best practices che consentono di facilitare l'ottenimento dello status di Operatore Economico Autorizzato?

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4 step per ottenere la dichiarazione di Origine Preferenziale delle merci

La possibilità di dichiarare l'Origine Preferenziale è un vantaggio da sfruttare nell'export/import, dato che consente a chi esporta di non far pagare dazi chi importa, ma è anche il frutto di un lavoro delicato che mira alla compliance normativa e che richiede visibilità, controllo e aggiornamenti continui. La preferenzialità viene accordata alla merci in ingresso sulla base di accordi di libero scambio firmati tra Unione Europea e nazioni extracomunitarie: tali accordi, definiti talvolta in anni di negoziazioni, stabiliscono i prodotti ai quali è concessa la preferenzialità e le condizioni che questi debbano soddisfare.

Grazie a questi accordi, chi importa un “prodotto di origine preferenziale” può ottenere una riduzione o anche un azzeramento dei dazi oppure un'esenzione dai limiti quantitativi sugli acquisti: elementi che si traducono in risparmi immediati per il compratore e in benefit di competitività per l'esportatore.

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