Di solito in questi articoli si parla quasi esclusivamente di SAP S/4HANA e delle sue innovazioni. Questa volta prendiamo spunto dalle innovazioni recentemente introdotte da SAP nelle sue soluzioni per parlare soprattutto di un modello innovativo di gestione della supply chain: il Demand Driven MRP™ [1].

Per farlo ho chiesto aiuto all’Ing. Alfredo Angrisani che, fra le altre cose, è Demand Driven Planner Master Instructor, accreditato dal Demand Driven Institute è che ha redatto buona parte dei contenuti specialistici di questo articolo.

Quello che vorremmo cercare di fare è darvi un’idea (sicuramente non esaustiva) di cosa è il DDMRP, quali vantaggi può portare alle vostre aziende e come SAP supporta questa metodologia. E magari, perché no, farvi venire voglia di approfondire l’argomento partecipando al nostro prossimo webinar o fissando un incontro con noi.

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Perché è necessario ripensare le supply chain

La gestione delle supply chain, l’insieme di tutte le attività dall’acquisizione delle materie prime fino alla consegna dei prodotti finiti al mercato, come la maggior parte delle cose, è figlia dei tempi.

L’MRP e i modelli di pianificazione basati sui forecast hanno fatto il successo di molte aziende in passato, ma il mondo è cambiato (e sta ancora più velocemente cambiando) e certi strumenti stanno dimostrando tutta la loro inadeguatezza per affrontare il “New Normal”.

Dagli anni ’70, non solo è cambiato il mondo, ma è aumentata anche la velocità del cambiamento e la volatilità del mercato. Per contro, gli algoritmi MRP stabiliti in quegli anni risiedono più o meno immutati anche al cuore dei più moderni e ricchi sistemi ERP di oggi.

Le previsioni sono sempre più fragili e inaffidabili. L’incertezza domina tutti i campi della nostra vita dove i fenomeni, pur legati da relazioni causa-effetto, sono soggetti a dinamiche che portano conseguenze magari ricostruibili a posteriori, ma sempre più spesso non identificabili a priori.

Tale estrema variabilità, unita all’aumento esponenziale degli attori nelle supply chain e all’inedita connettività resa possibile dalle tecnologie di comunicazione, allontana definitivamente le supply chain dai modelli lineari (“chain”) visti fin qui, le mutua in reti globali multilivello e le porta direttamente nel dominio dei sistemi complessi adattivi.

Volatilità, Incertezza (Uncertainty), Complessità, Ambiguità (in sigla, VUCA) definiscono dunque il nuovo normale per le supply chain di oggi e verosimilmente del futuro.

I limiti del classico MRP

Servirebbe molto tempo per spiegare nel dettaglio i limiti dell’MRP classico e probabilmente molti di voi già ne conoscono diversi. Soffermiamoci per ora su quello che viene comunemente chiamato “effetto frusta”. In questa figura potete vedere una rappresentazione del processo di approvvigionamento e produzione di un ipotetico prodotto finito. La riga rossa rappresenta l’effetto di amplificazione di una variazione nel flusso della domanda che si propaga indietro fino ai fornitori. La riga blu rappresenta l’effetto di amplificazione nel flusso logistico che si propaga fino al cliente finale.

Le previsioni soffrono, per loro natura, di difetti di affidabilità e ogni variazione nella domanda rispetto a quanto effettivamente previsto, deve essere gestita all’interno della supply chain con evidenti difficoltà. Il risultato finale è che spesso si acquista troppo, si produce troppo e si distribuisce troppo, per cercare di soddisfare al massimo un’ipotetica domanda, con il risultato di non raggiungere nessun KPI ottimale in nessun punto della supply chain.

Il fenomeno è quindi bidirezionale: piccole variazioni nella domanda si amplificano fino a diventare, all’estremo opposto, insostenibili oscillazioni verso i fornitori; all’inverso, piccole variazioni nella continuità di fornitura si amplificano causando sempre maggiori ritardi e problemi attraverso tutte le fasi produttive.

Le cinque promesse del DDMRP™

Il Demand Driven MRP che è al cuore del Demand Driven Operating Model (DDOM) ™, permette di gestire l’intera supply chain in modo reattivo rispetto a una domanda di mercato con le caratteristiche di variabilità, incertezza, complessità e ambiguità che caratterizzano il nuovo normale VUCA.

Più precisamente, il DDMRP permette e promette (almeno) di:

  1. Risolvere i gravi problemi causati dalla variabilità, i colpi di frusta dell’effetto Forrester e la cronica “polarizzazione” degli stock: articoli mancanti nella filiera o al punto di prelievo, contemporaneamente a notevoli stock in eccesso; uno schema che si ripete sia nelle gestioni basate su previsioni, sia nelle gestioni “pull” come la Lean;
  2. Sfruttare al meglio le risorse dell’azienda, siano esse umane, fisiche, finanziarie o di altro tipo;
  3. Offrire un solido vantaggio competitivo, riducendo i lead time di risposta al mercato e garantendo al contempo un livello di servizio altissimo;
  4. Ridurre stabilmente e continuamente tutti gli stock e, in generale, tutto il capitale circolante, sincronizzandolo con le vendite così da liberare risorse finanziarie per lo sviluppo
  5. Assorbire e abbattere variabilità e conflitti, con i relativi costi, in tutte le parti della filiera produttiva e distributiva.

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Un accenno al DDMRP

Partendo dal presupposto che sono stati scritti diversi libri sull’argomento, capite perfettamente che non può bastare un articolo in un blog per spiegarvi davvero che cosa sia il DDMRP. Cercherò quindi qui di darvi qualche spunto per accendere il vostro interesse e magari spingervi verso un approfondimento, per misurare davvero quanto questa metodologia possa portare benefici nelle vostre aziende.

Il metodo DDMRP, formalizzato nel 2011 da Carol Ptak e Chad Smith nel libro Demand Driven MRP – Version 3 è:

  • una soluzione a più livelli, adattiva e collaborativa per la pianificazione dei materiali e per l’esecuzione;
  • una ricombinazione di elementi di diverse metodologie più alcune componenti completamente nuove.

Il DDMRP si sviluppa in cinque Passi, rappresentati nella figura sottostante, connessi ai diversi orizzonti temporali (strategico, tattico e operativo) in modo da realizzare una modalità di gestione Position, Protect & Pull.

Fonte: Ptak, Smith, The Demand Driven Adaptive Enterprise, Industrial Press, 2018

Nell’orizzonte strategico:

  1. Posizionamento strategico dei punti di disaccoppiamento;

Nell’orizzonte tattico:

  1. Determinazione della struttura e dei profili dei buffer;
  2. Adeguamento dinamico dei buffer;

Nell’orizzonte operativo:

  1. Pianificazione Demand Driven;
  2. Esecuzione visibile e collaborativa.

Il DDMRP identifica i punti di disaccoppiamento (Passo 1) in base a sei criteri di posizionamento strategico e metodi di analisi definiti che discendono direttamente dagli obiettivi di prestazione attesi: lead time brevi, alta affidabilità dei tempi, riduzione del circolante. Tale analisi viene sviluppata e rivista periodicamente nell’ambito del componente di cerniera del Demand Driven Adaptive Enterprise ™, il DDS&OP ™, così da legare le operation alla gestione tattica e strategica in modo affidabile ed efficiente.

La segmentazione del sistema logistico viene realizzata fisicamente tramite i punti di disaccoppiamento, grazie a particolari stock di materiali: i buffer DDMRP (Passo 2). Ai buffer è assegnato il compito primario di isolare ambedue i lati dalla variazione del lato opposto e di rendere indipendenti fra di loro le gestioni a monte e a valle.

 


La figura indica come, da una parte, la variazione della domanda sia attenuata dai meccanismi di rilascio di ordini di replenishment e, dall’altra, come le variazioni delle forniture siano sostanzialmente annullate dalla presenza (altamente garantita) dei materiali nei buffer.

I buffer sono strutturati in tre zone di colore, Rosso, Giallo e Verde che sono dimensionate per gestire il flusso, non direttamente lo stock. Lo stock presente nei buffer è conseguenza della struttura del buffer, delle regole di gestione, della domanda e della variazione complessiva in quel punto.

Il livello generale del flusso, influenza direttamente tutte le zone dei buffer ed è misurato dal consumo medio quotidiano del materiale del buffer, in sigla ADU, Average Daily Usage. Il valore dell’ADU deve essere calcolato con sufficiente frequenza (tipicamente quotidiana), in modo che ogni buffer si possa adeguare automaticamente (Passo 3) e con la giusta reattività alla domanda e alle sue fluttuazioni.

La pianificazione Demand Driven (Passo 4) è la parte ‘automatica’ del DDMRP: una volta impostati col DDS&OP i parametri strategici e tattici del modello, gli ordini di approvvigionamento, di lavorazione e di trasporto, vengono pianificati automaticamente dal sistema secondo l’effettiva domanda di mercato (cioè le vendite) e lo stato corrente di stock e ordini in corso.

Il DDMRP prevede infine di gestire in modo intuitivo e visuale (Passo 5) le priorità di esecuzione di tutti gli ordini, gli avanzamenti, gli allarmi di disponibilità e di sincronismo fra processi correlati. Lo stato dell’esecuzione, delle priorità, delle criticità e della qualità del flusso del valore è disponibile in modo trasparente a tutti i livelli dell’organizzazione. Dalla qualità della pianificazione e dall’uso della prospettiva dello stock, discende una grande semplicità e una grande chiarezza riguardo alle priorità di schedulazione e gestione degli allarmi.

Adottare il DDMRP

Quello indicato dal Demand Driven Adaptive Enterprise è un cambiamento profondo da attuare con attenzione ed equilibrio. Si tratta di procedere amministrando in modo coerente e graduale quattro temi:

  1. La formazione, per orientare e giustificare logicamente i diversi passi;
  2. La tecnologia, per supportare concretamente la gestione e rendere visibili gli effetti delle azioni a mano a mano che le fasi dell’implementazione procedono;
  3. L’organizzazione che, passo dopo passo, ridefinisce profondamente la struttura dell’azienda e, con l’adozione della nuova metrica del flusso, i metodi e le relazioni fra le sue diverse componenti;
  4. I ruoli e i rapporti tra le persone che vengono ricondotti a schemi di collaborazione molto diversi da quelli correnti e implicano notevoli (e tipicamente gratificanti) riqualificazioni professionali.

Per il successo di un progetto Demand Driven Adaptive Enterprise, è essenziale che ognuno di questi temi sia condotto col giusto passo (né troppo lento e incerto, né troppo veloce e fragile) e secondo le giuste tappe, obbligate e in sequenza, senza pericolose scorciatoie.

SAP al servizio del DDMRP

SAP ha riconosciuto da subito le potenzialità del DDMRP e, considerandolo un argomento strategico all’interno della supply chain, ha investito in maniera significativa per realizzare soluzioni in grado di supportarlo, all’interno di prodotti differenti. Oggi esistono funzionalità al servizio del DDMRP sia embedded in SAP S/4HANA, sia all’interno di SAP IBP (Integrated Business Planning).

Come dicevamo esistono delle funzioni embedded in SAP S/4HANA in grado di supportare i cinque componenti del DDMRP:

  1. Strategic Decoupling (tramite le funzionalità di Buffer Positioning)
  2. Buffer Profiles and Levels (tramite le funzionalità di Buffer Level Management)
  3. Dynamic Adjustment (tramite le funzionalità di Buffer Adjustments)
  4. Demand Driven Planning (tramite le funzionalità di Replenishment Planning)
  5. Visible and Collaborative Execution (tramite le funzionalità di Replenishment Execution).

 

I vantaggi della completa integrazione delle funzionalità al supporto di SAP S/4HANA sono notevoli. Dalla mancanza di ridondanza all’immediatezza delle reazioni alle decisioni prese, passando per l’esecuzione in tempo reale di pianificazione ed esecuzione delle operazioni logistiche e di produzione, in base ai flussi di dati che arrivano dalle vendite e dalla supply chain. Nei casi in cui poi l’adozione del DDMRP è graduale, disporre di un sistema integrato consente di gestire run di pianificazione con metodologie differenti, magari gestendo una linea di produzione in maniera tradizionale e un’altra linea di produzione con i nuovi paradigmi. Il componente poi si integra (di nuovo) perfettamente con altri strumenti che SAP ha deciso di portare all’interno di SAP S/4HANA, come la gestione del magazzino fisico (EWM), la pianificazione della produzione a capacità finita (PP/DS), ecc.

Come dicevamo però SAP non si è fermata all’implementazione di una soluzione embedded. In collaborazione con un partner ha realizzato una soluzione per la gestione del DDMRP all’interno di IBP, con una copertura ancora più ampia di quella in SAP S/4HANA. Sfruttando le avanzate funzionalità statistiche di IBP è stato possibile non solo coprire i 5 componenti del DDMRP, ma anche le funzionalità strategiche al supporto del posizionamento dei buffer, semplificando drasticamente il lavoro di analisi che viene svolto all’interno del componente DDS&OP. IBP è integrato in maniera nativa sia con SAP S/4HANA sia con SAP ECC e per SAP ECC sono stati sviluppati degli add-on che consentono di importare all’interno del gestionale di vecchia generazione, le euristiche necessarie ad eseguire il Demand Driven Planning e il Visible and Collaborative Execution in modalità “embedded”, guidati dai calcoli fatti da IBP.

La possibilità di implementare DDMRP in SAP S/4HANA, in IBP integrato con ECC, ma anche in IBP integrato con SAP S/4HANA, apre la strada a scenari di configurazione estremante flessibili e potenzialmente molto complessi, al servizio anche di realtà che operano su sistemi SAP differenti e non omogenei. Esistono linee guida ufficiali che indicano la via migliore in base alle diverse tipologie di business e ai landscape disponibili, ma è bene sapere che qualsiasi tipo di integrazione è possibile in maniera nativa e quindi, se pensate che il DDMRP può essere la soluzione a molti vostri problemi, sappiate che non dovete attendere necessariamente di passare a SAP S/4HANA per prenderlo seriamente in considerazione.

Per avere una visione a 360° del nuovo modello di pianificazione DDMRP, scarica subito il nostro webinar on demand gratuito "SAP & DDMRP per affrontare la volatilità del New Normal".

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Articolo scritto da Stefano Rizzi, Business Development Manager & Intelligent Enterprise Ambassador @Metisoft e Alfredo Angrisani, Formatore e Consulente DDMRP.  

 

Fonti:

1 DDAE, DDOM, DDMRP, DDS&OP, Adaptive S&OP e I rispettivi marchi sono © copyright 2021 del Demand Drven Institute.
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