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Cyber Security: come “chiudersi” rimanendo “aperti”

In questo periodo particolare nella storia dell’umanità, dopo diverse riflessioni, ho trovato un ossimoro che ritengo trovi spazio nella storia del pianeta e nella mia, in quanto “da piccolo” volevo fare il biologo molecolare e mi sono trovato ingegnere ed ho scoperto un ponte tra l’RNA e l’Antivirus (cfr Cyber security). 

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Cybersecurity: alcuni consigli per essere al sicuro a casa

In questo periodo, milioni e milioni di lavoratori italiani sono in Smart Working, a causa dell'emergenza Covid-19. Il pc aziendale si trova, quindi, fuori dalle reti sicure della azienda e perciò la soglia di rischio per la sicurezza del sistema è alta. Gli hacker stanno sfruttando l'emergenza sanitaria per prendere di mira i clienti più vulnerabili: per questo è importante che le organizzazioni e i dipendenti si preparino ad affrontare ogni potenziale attacco

In questo articolo presenterò alcuni suggerimenti per difendersi dagli attacchi informatici, stili comportamentali che andrebbero seguiti sempre ed in ogni situazione.

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Smart Working: l'importanza e i vantaggi nei periodi di emergenza

Come salvare la produttività delle PMI e delle grandi aziende in Italia, soprattutto in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo? La risposta è nello Smart Working, la prestazione lavorativa svolta in un luogo diverso dalla sede aziendale. Non va però limitato al concetto di lavoro da remoto, dove dipendenti e collaboratori, comunicano tra loro attraverso portali. 

Secondo uno studio dell'Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, gli smart workers in Italia sono circa 570.000 (il 15% dei lavoratori nazionali) [dicembre 2019] e lavorano soprattutto per le grandi imprese. Ora, in vista dell'emergenza che sta avanzando in tutta Italia, il numero degli smart workers potrebbe salire a 8 milioni, i quali sono dipendenti anche di PMI, che a volte non sono organizzate da nessun punto di vista per intraprendere lo Smart Working.  

Alcuni hanno già ben chiaro cosa sia lo smart working ma per altri questo momento di emergenza è stato il primo contatto con questo argomento.

In questo articolo proverò a fornire qualche risposta ai primi dubbi.

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Disaster Recovery Plan: 7 step per un piano efficace

Per disastro si intendono varie tipologie di eventi: i naturali come terremoti, incendi e alluvioni, gli attacchi informatici o fisici, i disservizi dei sistemi IT, fino a una vasta gamma di incidenti che possono essere ricondotti a errori umani. In particolare, l’errore umano è la principale causa dei disastri che colpiscono le imprese, raggiungendo un’incidenza del 23%.

Tra le imprese che vengono colpite, il 75% sono PMI che però non sono in grado di intervenire, in quanto non hanno un immediato piano di azione. Tra questa grande percentuale di aziende, il 90% sono destinate al fallimento.

Vediamo insieme in questo articolo come le aziende fanno a costruire un chiaro Disaster Recovery plan che consenta il ripristino o la continuazione dell'infrastruttura tecnologica vitale qualora si verifichi una calamità naturale o un evento disastroso causato dall'uomo.

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I vantaggi della classificazione doganale delle merci e i nuovi codici NC 2020

Le autorità doganali oggi più che mai hanno la necessità di mantenere un equilibrio adeguato fra i controlli delle merci e l'agevolazione degli scambi legittimi. L'obiettivo primario delle dogane, infatti, è quello di armonizzare le regole del commercio internazionale, proteggendo i mercati - e le persone - a livello mondiale.

La classificazione doganale delle merci, ossia l'attribuzione di un codice univoco a ciascun prodotto, è il linguaggio universale con cui le dogane possono esprimersi in materia di commercio internazionale e con cui possono creare un sistema simbolico di chiara interpretazione.

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Perché le PMI devono digitalizzarsi

Il Ministero dello Sviluppo Economico stima che circa il 50% delle grandi aziende abbia già adottato almeno una tecnologia 4.0, mentre le PMI, che rappresentano il 92% delle aziende italiane, sono ancora ferme al 24,4%. Nel prossimo triennio, il 10% delle imprese del nostro territorio prevede di introdurre almeno una tecnologia 4.0, ma dall'altro lato, la percentuale delle grandi aziende sale ancora al 35,1%, facendo crescere il divario tra le due realtà. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

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Agevolare l’import/export grazie alla garanzia di business partner certificati

Un business partner, o più probabilmente numerosi business partner: quale azienda può farne a meno al giorno d'oggi? Che si tratti di fornitura, distribuzione, intermediazione commerciale, consulenza o altro, costruire una rete di business partner per le aziende che si occupano di import/export è ancora più importante che non per tutte le altre.

L'attività di un commerciante dipende da materie prime, componenti, semilavorati o prodotti finiti, acquistati da fornitori terzi che a loro volta, nelle supply chain più complesse, si appoggiano ad altri. E ricostruire tutti i passaggi della catena non è semplice.

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La lista di controlli da effettuare per determinare il beneficial owner

Il beneficial owner, cioè il beneficiario effettivo, è un importante elemento da verificare all'interno di qualsiasi rapporto commerciale tra clienti e fornitori. Un approccio alla trade compliance basato sul rischio suggerisce di prestare molta attenzione alla verifica del beneficiario effettivo, ma a volte questo lavoro può rivelarsi complesso: specie in presenza di intermediazioni, società controllanti, trust o fiduciarie, risalire fino al beneficial owner può richiedere tempo e fatica.

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Come verificare la conformità ai requisiti RoHS e REACH

Le attività commerciali di tipo chimico-farmaceutico che producono o importano una tonnellata o più all'anno di determinate sostanze chimiche hanno l'obbligo di registrarle nella banca dati REACH. Allo stesso modo, tutte le imprese che commerciano apparecchiature, cavi o pezzi di ricambio elettronici devono sottostare alla Direttiva internazionale RoHS.

Ma cosa significano esattamente le sigle RoHS e REACH? E come rispettare i loro requisiti per assicurarsi la trade compliance?

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3 modi per rimanere sempre aggiornato su embarghi e restrizioni

Embarghi e restrizioni: due strumenti commerciali politici, messi in atto principalmente dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea, il cui obiettivo principale è attuare le decisioni del Consiglio di Sicurezza per mantenere o ripristinare la pace e la sicurezza internazionali.

Queste misure possono anche essere imposte per sostenere il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto. Chi opera nel commercio internazionale, quindi, deve essere sempre aggiornato su embarghi e restrizioni. Ma quali sono i modi per rimanere al corrente sulle novità che si susseguono quasi ogni giorno?

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